Home Notizie Il sindaco Mancini espone i risultati di indagini effettuate dall'Azienda sanitaria provinciale: "Non c'è radioattività nel nostro mare"

Il sindaco Mancini espone i risultati di indagini effettuate dall'Azienda sanitaria provinciale: "Non c'è radioattività nel nostro mare"

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Mi sento di affermare, per dati scientifici, che non esiste alcuna motivazione di allarme inquinamento a Soverato». Parole chiare, secche e inequivocabili, quelle del primo cittadino di Soverato, Raffaele Mancini, che esce allo scoperto tuonando contro quelle che considera gratuite e pericolose speculazioni, che mettono a repentaglio l'economia turistica della città. È uno sguardo analitico, che si allarga al comprensorio, quello di un sindaco che richiama le sue competenze mediche per dare dignità scientifica a dichiarazioni che argomenta con dati alla mano, dopo la richiesta di un dettagliato fascicolo dell'Asp, riguardo l'incidenza tumori dell'ex Asl 7, dopo la richiesta delle analisi sul pescato nello stesso territorio e dopo aver visionato i valori forniti dall'Anpa (l'Agenzia nazionale protezione ambiente) sull'analisi della contaminazione dei litorali della Calabria. Una questione che si apre nei mesi scorsi, quella ora riportata alle cronache da Mancini, quando all'indomani delle dichiarazioni di Francesco Fonti si iniziano ad avere pesanti ripercussioni sull'economia della città jonica. «Come massima espressione della città di Soverato - spiega Mancini - mi sono sentito investito del dovere di richiedere un'analisi accurata dopo aver constatato la contrazione della vendita del pescato e la relativa crisi dei pescatori che lamentavano un calo di produttività importante». L' "effetto Cetraro" infatti aveva coinvolto la cittadina da cui ora si alza l'indignazione di un sindaco che per primo scende in campo in difesa del proprio Comune e di quelli vicini, chiedendo semplici ed economiche verifiche, per circostanziare un fenomeno sicuramente esistente che potrebbe però assumere dimensioni inferiori rispetto a quelle finora delimitate. Mancini lascia parlare i numeri e quelli che riguardano il territorio non lasciano spazi a troppe ipotesi. Dai dati del registro tumori, inerenti a Soverato nel triennio 2003-2006, si ricava che la sovrapponibilità dei tassi di incidenza di neoplasia (tumore da incontrollata riproduzione di cellule che smettono di rispondere ai meccanismi fisiologici a seguito di danni al patrimonio genetico, in questo caso a causa di sostanze nocive) dell'ex Asl 7 rispetto a quelli rilevati in altri registri tumori meridionali, non sia un dato "statisticamente diverso da quello dei registri tumori delle altre aree meridionali". «Addirittura - continua Mancini leggendo la relazione - nell'ex Asl 7 l'incidenza dei mesoteliomi, tumori pleurici provocati da amianto, è inferiore a quella degli altri registri tumori meridionali». Altrettanto confortanti le notizie giunte dal servizio veterinario dell'Area C dell'Asp di Catanzaro dopo la richiesta del sindaco di rilevamenti del Radio Isotopo CS 137, dal 1998 al 2006. Circa 30 i campioni analizzati con la collaborazione degli istituti zooprofilattici di Portici e Foggia durante l'anno, per un totale di 270 reperti di varie specie ittiche catturate dai pescatori locali tra i rappresentanti dell'habitat marino nelle fasce di profondità da zero a 300 metri. «In nessun caso - si legge nella relazione - i livelli di radioattività per Becquerel/kg, hanno raggiunto i valori della soglia di sicurezza. Questo risultato non consente emissione o conferma di allarme». A queste dichiarazioni si aggiungono poi quelle prodotte dall'Anpa nei mesi di maggio/giugno del 1996 e nei mesi di maggio e giugno del 1997, in un dossier dal titolo "L'area di attività ambientale sulle coste della regione Basilicata e Calabria" «L' indagine - si legge nel documento - ha offerto un quadro completo della situazione della contaminazione dei litorali della Calabria. Le analisi condotte su spiagge, acque costiere e sedimenti, nonché su campioni di pescato, ci consentono di affermare che radionuclidi di origine antropica non sono stati rilevati nella catena trofica dell'ambiente costiero calabrese, eccezion fatta per il Cesio 237 che è il radio nuclide artificiale ubiquitario nell'ambiente marino e che trae origine dalle ricadute delle esplosioni nucleari in atmosfera degli anni '60 e dall'incidente di Chernobyl». Forte dei documenti in suo possesso, così, il sindaco soveratese annuncia di voler approfondire la questione: «Senz'altro mi attiverò per ulteriori monitoraggi scientificamente corretti - conclude - creando un rapporto privilegiato e cercando una collaborazione con l'Arpacal. Per ora, dichiaro che non esiste nessun allarme inquinamento a Soverato, il nostro mare e il nostro pescato è sicuro».

Sabrina Amoroso - articolo tratto dalla Gazzetta del sud del 19.11.2009

DI SEGUITO GLI ALLEGATI DELL'A.S.P. PROVINCIALE DI CATANZARO 

  
 

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